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	<title>Associazione Radicali Modena</title>
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		<title>Destinare ad altro impiego la quota di oneri di urbanizzazione spettante alle religioni</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Aug 2011 23:16:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Macchioni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Laicità]]></category>

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		<description><![CDATA[A seguito della determinazione dirigenziale del Comune di Sassuolo n. 590 del 28/07/2011 riguardante l’erogazione alla Chiesa Cattolica della quota di oneri di urbanizzazione secondaria, nonché dell’opportuno richiamo del PSI sassolese, volevo puntualizzare le origini di tali elargizioni e del mio conseguente dissenso. Il Testo coordinato risultante dalle deliberazioni del Consiglio Regionale, ultima delle quali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-647" title="parrocchia" src="http://www.radicalimodena.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/parrocchia.gif" alt="" width="372" height="305" />A seguito della determinazione dirigenziale del Comune di Sassuolo n. 590 del 28/07/2011 riguardante l’erogazione alla Chiesa Cattolica della quota di oneri di urbanizzazione secondaria, nonché dell’opportuno richiamo del PSI sassolese,  volevo puntualizzare le origini di tali elargizioni e del mio conseguente dissenso.</p>
<p>Il Testo coordinato risultante dalle deliberazioni del Consiglio Regionale, ultima delle quali la 849/98, fissa al 7% degli U2 (oneri di urbanizzazione secondaria) la quota spettante alle Chiese e agli altri edifici per servizi religiosi. Nell’ambito di questo 7%, il Consiglio Comunale di Sassuolo, nella seduta del 7 settembre 1993 (all’occasione abbandonata dal solo socialista Riccardo Prini), ha stabilito un’ulteriore ripartizione (delibera n. 173):</p>
<ul>
<li> Il 92% della somma è destinato alle Parrocchie, enti o istituti religiosi di culto cattolico aventi diritto, esistenti nel territorio comunale di Sassuolo;</li>
<li> Il restante 8% è destinato agli altri enti, istituti o rappresentanti di altre confessioni religiose presenti sul territorio comunale con edificio di culto od altra attività riconducibile a quanto disposto dal Consiglio Regionale, subordinate alla presenza e vigenza di atto normativo che regoli i rapporti tra Stato italiano e confessione religiosa (concordato, intesa, ecc.)</li>
</ul>
<p><span id="more-646"></span>Stando sempre alla delibera 173/93, ogni somma è corrisposta a fronte della presentazione di una formale richiesta, e qualora i potenziali beneficiari della quota di cui all’8% non si facessero avanti, il 92% spettante alla Chiesa Cattolica è elevato al 100%.</p>
<p>Tralasciando il contenuto illiberale del deliberato dal Consiglio Comunale di Sassuolo, il quale fissa arbitrariamente una quota senza fare riferimento ad un indicatore della preferenza del culto sul territorio (ad esempio le firme dell’8 per mille), la questione davvero degna di nota, e da sottoporre a revisione, è la normativa regionale e l’esistenza di una quota di oneri di urbanizzazione da destinare agli edifici del culto.</p>
<p>Poiché laicità non significa sostenere la più ampia  pluralità delle confessioni, bensì l’assenza di affezione, soprattutto economica, fra cosa pubblica e le religioni tutte, sostengo e propongo al Partito Socialista (che si è fatto pioniere della questione) e a tutte le altre realtà laiche, di farsi promotori in Regione di una nuova formulazione dell’impiego degli oneri di urbanizzazione secondaria, che vada a destinare a diverso utilizzo la quota del 7% spettante alle religioni.</p>
<p>Riccardo Macchioni (Segretario Ass.ne Radicali Modena)</p>
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		<title>CRITICAL MASS Modena 25/06/11</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Aug 2011 17:49:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Fauchè</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<category><![CDATA[Trasporti e mobilità]]></category>
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		<description><![CDATA[Critical Mass: non blocchiamo il traffico, siamo il traffico! (di Simone Serradimigni) Fonte: http://ilrasoio.wordpress.com/2011/08/08/critical-mass-non-blocchiamo-il-traffico-siamo-il-traffico-di-simone-serradimigni La Critical Mass a Modena è stata una coincidenza, un incontro di persone a cavallo di una bici che raggruppandosi formano una massa, la ‘massa critica’ appunto, e percorrono le strade della città creando lo stesso traffico che creano gli automobilisti. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Critical Mass: non blocchiamo il traffico, siamo il traffico! (di Simone Serradimigni)<br />
Fonte: <a href="http://ilrasoio.wordpress.com/2011/08/08/critical-mass-non-blocchiamo-il-traffico-siamo-il-traffico-di-simone-serradimigni">http://ilrasoio.wordpress.com/2011/08/08/critical-mass-non-blocchiamo-il-traffico-siamo-il-traffico-di-simone-serradimigni</a></em></p>
<p>La Critical Mass a Modena è stata una coincidenza, un incontro di persone a cavallo di una bici che raggruppandosi formano una massa, la ‘massa critica’ appunto, e percorrono le strade della città creando lo stesso traffico che creano gli automobilisti. Per chi l’ha vissuta già due volte in questo primo mese d’estate è già una scommessa vinta e soprattutto una bella esperienza di vita. A me personalmente ha già insegnato tante cose, ma soprattutto che tante persone apparentemente diverse fra loro possono avere un interesse comune e impegnarsi per dargli voce, corpo e armonia. Credo che ciascun partecipante della Critical Mass abbia provato emozioni differenti, io personalmente ci ho visto quasi una componente artistica, come altro chiamare altrimenti la creazione di una situazione extra-quotidiana calata in un contesto del tutto ordinario, ovvero la strada che percorriamo tutti i giorni, con le bici che utilizziamo tutti i giorni, eppure con un’intensità che non si era mai vista nè sentita prima.</p>
<p align="center"><iframe width="640" height="510" src="http://www.youtube.com/embed/VsbkYIdffAw" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p><span id="more-324"></span><br />
Sicuramente essere parte di una Critical mass è anche una scelta che si può definire in un certo senso ‘politica’, ovviamente nel senso etimologico del termine, ma anche in questo caso si è trattata di un’azione politica molto diversa rispetto a quelle a cui credo la maggioranza dei partecipanti fosse abituata. Nessun monologo di un leader col megafono ma tante voci dialoganti di vecchi amici che si incontravano, nuove persone che si conoscevano, nessuna bandiera o colore che stipasse tutti in unico calderone, ma tante voci diverse che si erano incontrate e comunicavano fra loro. Per tutti gli apocalittici che temono più o meno giustamente che la diffusione di internet renda i rapporti umani sempre più eterei e immateriali, l’aspetto più importante resta comunque questo: il fatto di essere riusciti a passare dal gruppo su Facebook a Piazza S. Agostino, dal mondo virtuale a quello reale. Questo è stato sicuramente l’elemento più eccitante, vedere che le bici alla fine si radunavano per davvero, andare oltre la solita ristretta cerchia di amici e scoprire che la bici è davvero un elemento universale e trasversale, capace di coinvolgere tanti e tante.</p>
<p>Già, la bici. Sicuramente non si può scrivere un articolo sulla Critical Mass senza approfondire l’argomento bicicletta. Personalmente mi piacerebbe che, se mai i vari giornali e gli altri canali d’informazione avessero interesse ad affrontare l’argomento Critical Mass a Modena, venisse presentata come qualcosa ‘a favore’ della bici e del suo utilizzo, piuttosto che qualcosa ‘contro’ le automobili. Sicuramente la componente irriverente e quasi ludica del girare intorno alle rotonde per diverse volte consecutive ha un significato anche di protesta, così come generare un traffico di bici che non può riversarsi completamente nelle piste ciclabili se vuole rimanere compatto e che causa quindi inevitabili rallentamenti del traffico automobilistico e conseguente disagio (anche se assai temporaneo e limitato ad un sabato al mese).</p>
<p>Ma ancora più importante è la valorizzazione di un mezzo intelligente e comodissimo per gli spostamenti urbani che, per diversi motivi secondo noi, ha bisogno di affermarsi molto di più. La componente propositiva e, per così dire, creativa prevale dunque sull’opposizione frontale. Le stesse obiezioni in proposito che vengono mosse nei nostri confronti, come il fatto che a Modena e in provincia ci siano già tante piste ciclabili, ci spingono a maggior ragione a considerare ancora più importante l’elemento affermativo della bicicletta. Può sembrare presuntuoso voler cambiare le abitudini dei modenesi, ma i motivi ci sarebbero già tutti: pensiamo ai modelli positivi come quello di San Francisco, dove, anche grazie alla Critical Mass, in meno di vent’anni l’uso della bici è aumentato del 700%. C’è la questione ambientale, quella del movimento, per l’equilibrio e il benessere psicofisico, e anche, perchè no, la possibilità di vivere a contatto con la città e i suoi abitanti piuttosto che sigillato o imbottigliato in una scatola che ti isola dal resto del mondo.</p>
<p>Vorrei poi smontare l’aura di inventore e motore della Critical Mass che mi è stata attribuita, cominciando a ringraziare innanzitutto le decine di ragazzi, ragazze, uomini, donne e bambini, e anche qualche anziano, che si sono radunati in piazza s.Agostino il 25 giugno e il 23 luglio. La Critical Mass di fatto si è formata quasi spontaneamente fin da subito: è bastato semplicemente mettere in contatto persone già interessate con realtà già esistenti, come la Ciclofficina ‘Rimessa in movimento’ che si trova sotto ai gradoni del Novi Sad, formata da tanti appassionati della bici di ogni forma e tipo, maghi aggiustatutto capaci di plasmare nuovi velocipedi in grado di mordere l’asfalto utlizzando resti di bici scassate.</p>
<p>E’ commovente pensare che siamo partiti davvero in quattro amici sognatori che a malapena sanno mettere a posto una catena andata giù di posto. Pensare di riuscire ad organizzare una Critical Mass era un sogno, ma a quanto pare non era così impensabile riuscire a mettere insieme tante persone e fare qualcosa di coordinato e condiviso, ma senza la collaborazione di queste realtà già esistenti e l’interesse di ognuno nulla sarebbe stato possibile. Per chi è cresciuto sempre in sella alla propria bici come me (anche se come ho già detto non saprei metterci mano granchè) scoprire a un certo punto dell’esistenza della Critical Mass, anche in realtà vicine come Milano e Bologna, è come perdere una sorta di verginità culturale. Mi sono documentato sulla storia della Critical Mass di San Francisco, anche questa partita dall’iniziativa di pochi amici e poi cresciuta fino a raggiungere dimensioni vertiginose, ho letto qualcosa sui mitici provos di Amsterdam degli anni’60 e le loro bici bianche, studiando a Bologna ho avuto l’opportunità di vivere le prime esperienze di Critical Mass locale, e ho partecipato ad alcuni incontri della Ciclofficina Ampio Raggio. È stato così che ho cominciato a pensare che anche la mia città avesse bisogno di qualcosa del genere, e da allora è iniziato un gemellaggio con Bologna, (sono già due volte che i bolognesi si uniscono a noi e noi a loro nelle rispettive Critical Mass). E per concludere voglio rendere giustizia ai primi veri e propri tentativi pionieristici di Critical Mass a Modena, organizzati da LiberaOfficina e vari comitati ambientalisti: Sabato 23 novembre 2002, ore 15.00 Critical Mass da piazza S. Agostino in solidarietà al corteo contro i CPT, Sabato 29 marzo 2003 Critical Mass contro l’inquinamento e i progetti del Comune sull’autodromo di Marzaglia, Sabato 20 marzo, ore 15,30 in Piazza Grande pedalata per la pace, Mercoledì 16 giugno, ore 18,00 partenza da piazza Grande, ancora no al nuovo autodromo di Marzaglia e contro la “guerra” che si combatte ogni giorno sulle nostre strade invase dal traffico e dallo smog. L’esperienza si è poi conclusa nel febbraio-marzo 2005 per mancanza di partecipazione e continuità.<br />
Se posso muovere una piccola critica a queste Critical Mass a posteriori, potrei dire che porsi in modo oppositivo ‘contro’ iniziative senza dubbio discutibili come l’autodromo di Marzaglia e tante altre, abbia oscurato la componente propositiva, che rimane l’unica in grado di coinvolgere davvero una larga fetta di popolazione. Stesso discorso si può dire delle bandiere e i comitati (che a me personalmente stanno anche simpatici), ma che alla fine attirano meno persone rispetto a una Massa Critica meno caratterizzata e di conseguenza più difficilmente “etichettabile”, ma più ricca perchè variegata, in cui la componente propositiva prevale su quella di contestazione. Con la speranza che cambiare le proprie abitudini quotidiane, che è una scelta assolutamente politica per le immense conseguenze che porta, porti anche le stesse istituzioni a guardare in faccia le numerose contraddizioni che ci sono nei loro progetti (come il piano sul parco Ferrari, il costo del biglietto del treno maggiorato per le biciclette, che invece in alcune regioni come Marche, Puglia, Campania e Basilicata non c’è). Insomma, io credo che già una grande conquista sarebbe rendersi conto che in fondo la politica è anche e soprattutto fatta dalle scelte quotidiane che ormai facciamo in automatico senza pensare e senza mettere in discussione nulla, scelte che invece non sono affatto così scontate. E per questo ringrazio tutti coloro che hanno avuto il coraggio di farlo, di ripensare le proprie scelte e di comprendere la portata delle proprie azioni quotidiane, grazie a coloro che hanno contribuito a quella che possiamo chiamare nascita (o ripresa che sia) della Critical Mass a Modena. Do appuntamento a tutti ogni quarto sabato del mese, sempre in S. Agostino, il prossimo è il 27 agosto.</p>

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		<title>Ennesima delibera del Cipe per un’opera che non serve: la bretella Campogalliano-Sassuolo</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Aug 2011 18:49:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Macchioni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Trasporti e mobilità]]></category>

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		<description><![CDATA[Stamattina il CIPE si è espresso nuovamente, confermando a distanza di un anno lo stanziamento dei 234,6 milioni di euro in project financing per la c.d. “Bretella Campogalliano-Sassuolo”, ovvero un’autostrada che collegherebbe il Distretto Ceramico all’innesto A1/A22 per totali 15 km, alla modica cifra di 15 milioni/km in quota pubblica. Quello che il Ministro Matteoli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stamattina il CIPE si è espresso nuovamente, confermando a distanza di un anno lo stanziamento dei 234,6 milioni di euro in project financing per la c.d. “Bretella Campogalliano-Sassuolo”, ovvero un’autostrada che collegherebbe il Distretto Ceramico all’innesto A1/A22 per totali 15 km, alla modica cifra di 15 milioni/km in quota pubblica.</p>
<p>Quello che il Ministro Matteoli sa benissimo, richiamato anche da un’interrogazione parlamentare dei deputati radicali, è che esiste oramai da tanti anni una strada catalogata Extraurbana Principale che collega Sassuolo all’Autostrada A1, interamente a doppia corsia per senso di marcia. Realizzata dall’Anas e dalla Provincia di Modena, la NSA72 (meglio conosciuta come Modena-Sassuolo) è di fatto l’infrastruttura più importante del Distretto Ceramico e sopporta perfettamente i carichi di traffico a cui è sottoposta. Tant’è che nel Settembre 2009, quando a Sassuolo venne inaugurato il raddoppio della Pedemontana fino all’ingresso della Modena-Sassuolo (ovvero il collegamento della città all’autostrada interamente a 2 corsie p.s.m.), lo stesso Sindaco Luca Caselli per l’occasione dichiarò che si raggiunge Modena in soli 10 minuti. Nessuno lo smentì, e di fatto non ce n’è bisogno nemmeno oggi.</p>
<div id="attachment_631" class="wp-caption alignright" style="width: 457px"><img class="size-full wp-image-631   " title="marzaglia" src="http://www.radicalimodena.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/marzaglia.jpg" alt="" width="447" height="206" /><p class="wp-caption-text">scalo merci di Marzaglia in costruzione, a sinistra la Via Emilia</p></div>
<p>Tutto nasce dalla centralità dello scalo merci di Marzaglia, un’area asfaltata di circa 350 mila metri quadri, in via di realizzazione, a 2 passi dalla Riserva Naturale della Cassa di espansione del fiume Secchia e dal tracciato dell’A1.</p>
<p>La bretella, infatti, collegherebbe per un brevissimo tratto l’A1 allo scalo merci (questo inizialmente era stato deliberato dal CIPE) per poi proseguire lungo la sponda destra del fiume Secchia fino a Sassuolo (questo è ciò che il CIPE ha deliberato oggi e l’anno scorso). Tenuto conto della viabilità attuale, che garantisce comunque un accesso allo scalo (all’occorrenza potenziabile), il grande assente del Distretto Ceramico è un collegamento ferroviario e non un doppione in parallelo di una arteria stradale già esistente.<span id="more-630"></span></p>
<p>La Ferrovia Modena-Sassuolo, attualmente impiegata per il trasporto di persone e con uno sfruttamento del binario tutt’altro che saturante, attraversa la zona industriale per poi proseguire fino alla Stazione FS di Modena passando per diversi centri abitati. Certamente il tragitto non è dei migliori per il traffico dei container, viste anche le caratteristiche strutturali e l’attraversamento dei centri urbani, ma una variante merci potrebbe rappresentare un buon punto di partenza per un ragionamento.</p>
<p>Esclusi ora gli itinerari interessati dallo scalo, l’opera non porta alcun vantaggio.</p>
<p>Ad esempio, per quanto riguarda l’itinerario Sassuolo-Bologna, il promesso prolungamento delle complanari fino al Casello di Modena SUD nel 2014, o in alternativa la realizzazione di un ingresso autostradale a Cognento, ridurrebbero di ben 8 chilometri la distanza fra lo svincolo Pedemontana-NSA72(Modena-Sassuolo) e lo svincolo A1-A14, passando dagli attuali 45 a 37, oltre a scaricare l’itinerario attuale della Bruciata e il Casello di Modena Nord da gran parte del traffico in direzione sud.</p>
<p>La bretella non supplisce questa difficoltà, al massimo potrebbe accorciare di pochissimo il tragitto attuale per le sole direzioni di Milano e Brennero, aumentando invece i 45 chilometri sopra citati di altri 5 portandoli a 50. E non ci vuole un genio, se parto da Sassuolo e dico che passo da Campogalliano per andare a Bologna, molti mi risponderebbero che sto allungando di parecchio la strada.</p>
<p>Non solo, il traffico pesante proveniente da Fiorano e Maranello, e diretto all’accesso della nuova bretella, andrebbe a caricare ulteriormente il tratto della Pedemontana compreso fra il Cimitero di Sassuolo e il ponte sulla Secchia, nei pressi di dove dovrebbe sorgere il futuro casello. Diverrebbe nei fatti un disagio notevole per i sassolesi stessi, e che non darà certo la sensazione dei “234 milioni di euro spesi bene”.</p>
<p>Concludendo, valutate anche le infrastrutture esistenti, il pedaggio non vale la bretella e la bretella non conviene a nessuno, eccetto per chi la dovrà realizzare.</p>
<p>Anche noi, come il Governatore dell’Emilia Romagna, vigileremo sul seguito della nuova delibera del CIPE, mossi da motivazioni ben diverse.</p>
<p>Riccardo Macchioni (Segretario Ass.ne Radicali Modena)</p>
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		<title>Appello: Cercasi medico/gastroenterologo per controperizia urgente su detenuto</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jul 2011 17:26:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Macchioni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carceri]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>

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		<description><![CDATA[Si sono rivolti all'Associazione i familiari di un detenuto del carcere di Sant'Anna di Modena, il quale riversa in gravi condizioni di salute connesse a patologie gastriche. Il giudice, su richiesta del legale, ha negato gli arresti domiciliari in seguito ad una perizia controversa redatta dal collegio medico USL, da questo incaricato. Le condizioni di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-medium wp-image-610" title="carceri" src="http://www.radicalimodena.it/wp/wp-content/uploads/2011/07/CARCERI-PICCOLA-300x211.jpg" alt="" width="300" height="211" />Si sono rivolti all'Associazione i familiari di un detenuto del carcere di Sant'Anna di Modena, il quale riversa in gravi condizioni di salute connesse a patologie gastriche. Il giudice, su richiesta del legale, ha negato gli arresti domiciliari in seguito ad una perizia controversa redatta dal collegio medico USL, da questo incaricato.</p>
<p>Le condizioni di salute del detenuto, incompatibili col regime carcerario aggravato dal sovraffollamento, peggiorano visibilmente e la famiglia necessita di una controperizia a costi sostenibili il prima possibile, avendo finora ottenuto risposte recanti parcelle inaccessibili.</p>
<p>Per ragioni di riservatezza non si forniscono qui ulteriori dettagli.</p>
<p>Chi fosse in contatto con medici, preferibilmente medici legali e/o specializzati in gastroenterologia, oppure fosse disponibile a contribuire economicamente, può rivolgersi al n. 340.7424326 o all'indirizzo mail <a href="mailto:info@radicalimodena.it">info@radicalimodena.it</a> per mettersi in contatto con la famiglia.</p>
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		<title>Per la legalita&#8217; nelle carceri: ci sono anch&#8217;io!</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jul 2011 20:59:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bernardetta Graziani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carceri]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Pannella]]></category>
		<category><![CDATA[Sciopero della fame]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho deciso di aderire alla battaglia nonviolenta di Marco Pannella: dalla mezzanotte di oggi, per tre giorni (dal 19 al 21 Luglio), sarò in sciopero della fame. Potrei dire che lo faccio per non avere sensi di colpa (molto devo a Pannella, se sono quella che sono, e non mi sento di non condividere almeno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_596" class="wp-caption alignleft" style="width: 142px"><img class="size-full wp-image-596    " title="Bernardetta Graziani" src="http://www.radicalimodena.it/wp/wp-content/uploads/2011/07/bernardetta-graziani.jpg" alt="" width="132" height="176" /><p class="wp-caption-text">Bernardetta Graziani</p></div>
<p><strong>Ho deciso di aderire alla battaglia nonviolenta di Marco Pannella: dalla mezzanotte di oggi, per tre giorni (dal 19 al 21 Luglio), sarò in sciopero della fame.</strong></p>
<p>Potrei dire che lo faccio per non avere sensi di colpa (molto devo a Pannella, se sono quella che sono, e non mi sento di non condividere almeno per un po’ il suo faticoso e massacrante cammino). Ma non di colpa voglio parlare; è una sensazione che, seppur con difficoltà, respingo e che ritengo inutile se non dannosa. Lo faccio convintamente nella consapevolezza che la lotta nonviolenta richiede che i fatti seguano alle parole; lo faccio per assumermi assieme ad altri un po’ di responsabilità. Lo faccio per non sentirmi complice.</p>
<p>Mi è capitato di visitare più di una volta il carcere di Sant’Anna di Modena e le case di lavoro di Saliceta e Castelfranco e anche il CIE (centro d’identificazione ed espulsione) della mia città. E’ un’esperienza che dovrebbero fare tutti perché davvero formativa.<br />
<span id="more-585"></span><br />
Lì ti trovi davvero fra gli ultimi e la sensazione che immediatamente avverti, e che tutta ti prende, è quella dell’impotenza. Pesantemente comprendi fino a che punto possa arrivare la negazione della dignità umana e questo ti mette a disagio, forse ancora di più quando pensi che presto da lì te ne andrai e li lascerai di nuovo soli.</p>
<p>Ti cattura subito la loro umanità: ti si accalcano attorno, ti raccontano la loro storia, ti mostrano fotografie, ti offrono il caffè. Ho sempre pensato che sia sbagliato generalizzare: il mondo, gli uomini, non si possono dividere in categorie come fa troppo spesso la Tv, come fa la partitocrazia assieme ai sindacati. Ogni uomo vale uno, ogni uomo è diverso dall’altro: e ciò lo comprendi immediatamente quando entri in un carcere. Ogni uomo vale uno perché ogni uomo è una storia, la sua, che lo rende unico nella sua esperienza. E ogni uomo ha i suoi affetti: una madre, una moglie e spesso dei figli che non può abbracciare né veder crescere.</p>
<p>Sta lì dentro per essere rieducato, secondo quanto prevede la Costituzione; in realtà lì viene solo umiliato.</p>
<p><strong>Almeno per tre giorni ho deciso di stare assieme a Marco Pannella e a Rita Bernardini semplicemente perché sono radicale.</strong></p>
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		<title>L&#8217;Associazione Radicali Modena sottoscrive la Dichiarazione di Roma sull&#8217;HIV/AIDS</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jul 2011 16:06:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Macchioni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[HIV-AIDS]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>

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		<description><![CDATA[Prevenzione, ricerca e finanziamenti, contrasto allo stigma, informazione e vigilanza sull'attività governativa. Questi sono i punti per il quale, nel nostro piccolo, si è deciso di sottoscrivere e dare attuzione della Dichiarazione di Roma sull'Hiv/Aids. Riguardo il testo, ricco di spunti condivisibili, non lo si può unicamente sottoscrivere senza un impegno concreto che ne consegua. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-571" title="foto-virus-hiv-aids" src="http://www.radicalimodena.it/wp/wp-content/uploads/2011/07/foto-virus-hiv-aids.jpg" alt="" width="296" height="250" />Prevenzione, ricerca e finanziamenti, contrasto allo stigma, informazione e vigilanza sull'attività governativa. Questi sono i punti per il quale, nel nostro piccolo, si è deciso di sottoscrivere e dare attuzione della <a href="http://www.dichiarazionediroma.it">Dichiarazione di Roma sull'Hiv/Aids</a>.</p>
<p>Riguardo il testo, ricco di spunti condivisibili, non lo si può unicamente sottoscrivere senza un impegno concreto che ne consegua. L'argomento è complesso, le speranze sono al minimo storico, le persone affette sono deluse e talvolta irritate da chi inizia ad occuparsene. Al momento nessuno slogan, nessuna falsa speranza, solo più voglia di conoscere e mettere al centro dell'attenzione una questione ed una categoria di persone costrette all'omertà farmacologica e alla discarica sociale da troppo tempo.</p>
<p>Di seguito il testo sottoscritto.<span id="more-568"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">PREMESSE</p>
<p><strong>Cenni di epidemiologia in Italia</strong> - Il recente sistema di sorveglianza dell’infezione da HIV nel nostro paese indica che nel 2009 sono stati diagnosticati 4,5 nuovi casi di HIV positività ogni 100.000 residenti italiani e 22,2 nuovi casi di HIV positività ogni 100.000 stranieri residenti, con un’età mediana di 39 anni per i maschi e di 35 anni per le femmine. L’incidenza è maggiore al centro-nord rispetto al sud-isole. Aumentano i casi attribuibili a trasmissione sessuale (eterosessuale e omosessuale), che nel 2009 costituiscono complessivamente l’80,1% di tutte le segnalazioni. Un terzo delle persone neo-diagnosticate lo è in fase avanzata di malattia, ossia con una rilevante compromissione del sistema immunitario (numero di linfociti T CD4+ inferiore a 200 cellule/µL). In Italia sono presenti tra 143.000 e 165.000 persone HIV positive viventi, di cui più di 22.000 in AIDS. Una persona sieropositiva su quattro non sa di esserlo.</p>
<p><strong>Cenni di epidemiologia nel mondo</strong> - UNAIDS (il Programma Congiunto delle Nazioni Unite sull’HIV/AIDS) stima che, alla fine del 2010, le persone viventi con l’HIV erano oltre 34 milioni nel mondo. Nel 2009 si sono registrati 2,6 milioni di nuove infezioni; l’Africa sub-sahariana rimane l’area più colpita con 1,8 milioni di casi nuovi e con una percentuale di donne più elevata rispetto agli uomini. Alla fine del 2010, più di 6 milioni di persone nei paesi a medio e basso reddito avevano accesso alla terapia antiretrovirale, mentre nel 2003 erano soltanto 400.000. Per la prima volta, nel 2009, la copertura globale dei servizi di prevenzione contro la trasmissione dell’HIV da madre a figlio ha superato la soglia del 50%.</p>
<p><strong>Stabilizzazione delle infezioni non significa azzeramento!</strong> – A distanza di 30 anni dalla scoperta dell’HIV, gli investimenti per arginare l’epidemia stanno producendo i primi risultati: il tasso di nuove infezioni sta calando avviandosi alla stabilizzazione, mentre l’accesso alla terapia antiretrovirale è in aumento e si stanno compiendo passi importanti per ridurre la trasmissione del virus da madre a figlio. Tuttavia questo dato non è consolidato: per ogni persona che inizia la terapia antiretrovirale, ve ne sono due che contraggono il virus.</p>
<p><strong>Sanità e Politiche Sociali dopo la riforma del Titolo V° della Costituzione: l’HIV nell’era del federalismo</strong> – Il Sistema italiano di garanzia dei diritti fondamentali di cittadinanza si basa su quanto è sancito dalla nostra Costituzione e dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani ed è in forza di questi principi che il nostro Parlamento ha approvato leggi e fissato regole a tutela della dignità, dei diritti e della salute di ogni cittadino. La riforma del Titolo V° della Costituzione affida un nuovo ruolo alle Regioni e agli enti locali in materia di sanità (legislazione concorrente) e di politiche sociali. A tal proposito, esprimiamo preoccupazione rispetto alla proposta di manovra finanziaria presentata recentemente dal Governo, che prevede, ancora una volta, tagli sul welfare e sulla spesa sanitaria la quale, in Italia, è già più bassa rispetto alla media Ue e ai Paesi Ocse. Si continuano, ciecamente, a considerare la Sanità e le Politiche Sociali solo come “un costo” anziché come “un investimento” per il futuro e lo sviluppo del Paese. “Investire in salute oggi per risparmiare domani” dovrebbe essere l’atteggiamento di un governo lungimirante che, invece, nell’era del federalismo, a causa dei tagli non consente alle Regioni e agli enti locali di elaborare politiche socio-sanitarie capillari e incisive per contrastare l’epidemia, minando così il diritto di tutta la cittadinanza alla prevenzione e alla cura dell’HIV.</p>
<p style="text-align: center;">TESTO DELLA DICHIARAZIONE</p>
<p>Chiediamo con forza, in accordo con la Dichiarazione Politica dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite del 10 giugno 2011 (UNGASS 2011), che la sconfitta dell’HIV divenga una priorità fino al 2015: questo implica, a livello nazionale e internazionale, una allocazione adeguata di risorse economiche e, a livello nazionale, un riassetto urgente delle politiche sanitarie e istituzionali di intervento sull’HIV/AIDS, fino ad ora deboli e inadeguate.</p>
<p>Chiediamo che le strategie che saranno messe in campo siano basate su chiare a condivise evidenze scientifiche e sui diritti umani, e non su pregiudizi ideologici,che nulla hanno a che fare con l’approccio metodologico necessario ad affrontare un problema di salute pubblica.</p>
<p><strong>In merito agli interventi nazionali, ci appelliamo alle istituzioni italiane centrali e locali (Regioni, Province, Comuni) e ai rispettivi decisori politici, affinché intraprendano azioni urgenti per fermare l’infezione da HIV in Italia.</strong></p>
<p><strong>Politiche di prevenzione</strong> - Chiediamo che si prenda atto della inefficacia e del carattere discontinuo e blando delle campagne pubbliche sulla prevenzione condotte negli ultimi anni in Italia e delle conseguenze che esse hanno prodotto in termini di mancato raggiungimento dell’obiettivo di azzeramento del numero delle nuove infezioni annuali. Che da questa constatazione si parta per elaborare campagne/strategie di prevenzione costanti, diversificate per gruppi di destinatari, che utilizzino linguaggi adeguati e riferimenti specifici agli strumenti di prevenzione (es.: “Profilattico”, “Test HIV”, “Terapia antiretrovirale”), avendo cura di adeguare la terminologia utilizzata alle caratteristiche del gruppo di volta in volta considerato. In particolare, chiediamo che la prevenzione dell’infezione da HIV sia da intendersi come “intervento bio-psicosociale” e debba quindi inserirsi in un contesto normativo e di intervento più ampio di lotta contro lo stigma e di tutela della persona. In particolare:</p>
<p style="padding-left: 30px;">Nel rivolgere interventi di prevenzione alla popolazione MSM (uomini che fanno sesso con uomini), riteniamo indispensabile che essi siano affiancati ad un’azione concreta di contrasto all’omofobia, individuata nell’estensione della legge Mancino, così come ad un contrasto all’omofobia e al pregiudizio nei confronti delle persone LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transgender) in tutti i contesti sociali (scolastico, lavorativo, ecc.).</p>
<p style="padding-left: 30px;">Nel rivolgere interventi di prevenzione ai gruppi più vulnerabili – quali persone detenute (anche negli OPG, Ospedali Psichiatrici Giudiziari), migranti, consumatori di sostanze, lavoratrici/lavoratori del sesso – riteniamo indispensabile l’utilizzo di strategie di offerta attiva del test HIV, di eliminazione delle barriere di accesso ai servizi, di riduzione del danno e dei rischi già sperimentate con esiti più che positivi in altri paesi e nella stessa Italia e chiediamo che vengano prese a livello politico decisioni che mirino a una sospensione delle misure di detenzione e/o estinzione del reato e della pena per le persone con HIV che presentano parametri clinici critici e/o debilitanti connessi alla patologia, da definirsi in apposito tavolo tecnico che veda il coinvolgimento diretto della Società Civile.</p>
<p><strong>Politiche contro lo stigma e le discriminazioni</strong> – Chiediamo che si proceda – di concerto tra istituzioni competenti, mondo associativo, rappresentanze sindacali e del mondo produttivo - alla elaborazione di piani di informazione/formazione volti a rimuovere lo stigma, la discriminazione e il mobbing di cui le persone con HIV sono spesso vittime soprattutto sui luoghi di lavoro e nel settore dell’assistenza sanitaria.</p>
<p><strong>Garanzia della privacy</strong> – Chiediamo che si prenda atto delle frequenti e gravi violazioni delle norme vigenti in materia di protezione della riservatezza dei dati sanitari relativi alle infezioni da HIV (legge 135/1990, D.lgs 196/2003), e che si costituiscano con urgenza tavoli di lavoro con l’obiettivo di elaborare strumenti operativi per assicurare il rispetto della normativa vigente in tutti gli ambiti in cui essa viene sistematicamente violata (strutture sanitarie e assistenziali, posti di lavoro del settore pubblico e privato, scuola e università, strutture sportive, agenzie di lavoro interinale, ecc.).</p>
<p><strong>Disponibilità dei farmaci e della diagnostica</strong> - Chiediamo che si ponga rimedio alle inaccettabili disparità che la regionalizzazione sanitaria ha prodotto nella disponibilità dei farmaci e della diagnostica, mediante l’elaborazione di piani di coordinamento nazionali volti a superare tali inaccettabili condizioni di disuguaglianza tra cittadini residenti in regioni diverse. In particolare, ma non esaustivamente, chiediamo che le “Linee Guida italiane sull’utilizzo dei farmaci antiretrovirali e sulla gestione diagnostico-clinica delle persone con infezione da HIV-1” siano prese come riferimento univoco da tutte le regioni, ASL, centri di cura e assistenza delle persone con HIV del nostro paese, e chiediamo che la promozione di politiche di diagnosi alla patologia sia uniforme e gratuita sul territorio, garantendo così i diritti costituzionali della cittadinanza.</p>
<p><strong>Politiche antidroga</strong> – Chiediamo che sia compiuta una verifica trasparente sull’efficacia delle attuali politiche antidroga nazionali, come ribadito dalla dichiarazione ufficiale dell’ultima conferenza mondiale sull’AIDS (XVIII IAC, 2010) denominata: “La Dichiarazione di Vienna”. Essa ha riaperto il dibattito sulle politiche antidroga attuate fino ad ora e la loro correlazione con l’HIV, ne ha sancito il fallimento, evidenziando come l’approccio repressivo contro i consumatori non favorisce l’emersione dei comportamenti a rischio, diventando piuttosto motore del propagarsi dell’infezione. Per questo chiediamo che venga rivisto l’impianto legislativo vigente (L.49/2006 – Fini/Giovanardi), che da un lato ha visto aumentare la presenza di consumatori di sostanze nelle carceri e, dall’altro, li ha spinti sempre di più nell’invisibilità rendendoli quindi, di fatto, non più raggiungibili da messaggi e strumenti di prevenzione su HIV, HCV e Malattie a Trasmissione Sessuale.</p>
<p><strong>Finanziamento alla ricerca</strong> – Chiediamo che il Programma Nazionale di Ricerca sull’AIDS, istituito alla fine degli anni ’80 e di volta in volta sensibilmente ridotto nell’erogazione dei fondi, al momento cancellato dal Ministero della Salute e di fatto non sostituito con alternative concrete e mirate alla patologia, sia istituito nuovamente con continuità e con finanziamenti adeguati e/o chiediamo che si trovino forme di finanziamento specifiche sulla patologia e sostanziali per consentire ai nostri ricercatori, tra i più bravi al mondo, di proseguire la loro attività nella lotta contro l’HIV.</p>
<p><strong>In merito agli interventi internazionali, ci appelliamo al Governo affinché l’Italia contribuisca efficacemente alla lotta contro l’HIV nei Paesi a risorse limitate, per il raggiungimento del sesto Obiettivo di Sviluppo del Millennio sancito dalle Nazioni Unite.</strong></p>
<p><strong>Fondo Globale per la Lotta contro l’AIDS, la Tubercolosi e la Malaria</strong> – Chiediamo che l’Italia comunichi un piano di rientro per l’esborso dei contributi per il 2009 e il 2010 – pari a 260 milioni di euro – e dei 30 milioni di dollari addizionali che il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha promesso al Vertice G8 del 2009 a L’Aquila. Chiediamo, inoltre, che l’Italia rinnovi l’impegno finanziario a favore del Fondo Globale per il triennio 2011-2013.</p>
<p><strong>Destinazione di parte del PIL</strong> – Chiediamo che l’Italia si impegni concretamente per raggiungere l’obiettivo di destinare lo 0,7% del proprio PIL in Aiuto Pubblico allo Sviluppo entro il 2015. Come ribadito anche dalla recente Dichiarazione politica UNGASS 2011, se i Paesi sviluppati non incrementeranno i propri sforzi per raggiungere questa soglia, sarà impossibile raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, fra i quali il sesto, sulla lotta contro le pandemie. L’Italia, in particolare, è attualmente il maggior responsabile del deficit europeo (38%) [Fonte: Commission Staff Working Document, “EU Accountability Report on Financing for Development 2011”] per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio e deve pertanto urgentemente invertire la pericolosa tendenza che ha visto precipitare il rapporto APS/PIL fino a un preoccupante 0,15% nel 2010.</p>
<p><strong>HIV/AIDS e rafforzamento dei sistemi sanitari </strong>– Chiediamo che negli interventi di lotta contro l’AIDS sostenuti dal Governo italiano nei Paesi a risorse limitate, l’approccio centrato sulla malattia sia integrato da un’attenzione al rafforzamento dei sistemi sanitari nel loro complesso, così che le strutture sanitarie di base nei Paesi colpiti dalla pandemia possano essere messe in grado di gestire un pacchetto di prevenzione, trattamento, cura e supporto con un livello di efficienza adeguato agli standard internazionali.</p>
<p><strong>Presenza italiana e partecipazione della Società Civile</strong> – Chiediamo la nascita di una struttura istituzionale che consenta all’Italia la partecipazione attiva e sistematica agli appuntamenti internazionali di confronto sull’HIV/AIDS e chiediamo la partecipazione paritetica a questa struttura della Società Civile del nostro paese.</p>
<p><strong>E NE DÀ DIVULGAZIONE IN TUTTE LE SEDI</strong><!--more--></p>
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		<title>Incontro fra Associazione Radicali Modena e Federazione Provinciale PSI di Modena</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jul 2011 19:24:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Macchioni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>

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		<description><![CDATA[Lunedì 18 Luglio alle ore 20,30, presso la sede PSI, si svolgerà un incontro ufficiale fra l'Associazione Radicali Modena e la Federazione Provinciale di Modena del Partito Socialista Italiano. L'incontro, nato su iniziativa del Partito Socialista, verterà sulla reciproca conoscenza fra la Segreteria dell'Associazione e la Segreteria Provinciale PSI recentemente insediatasi, nonché sull'inizio di un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.radicalimodena.it/wp/wp-content/uploads/2011/07/news.png" alt="" title="news" width="218" height="157" class="alignleft size-full wp-image-559" />Lunedì 18 Luglio alle ore 20,30, presso la sede PSI, si svolgerà un incontro ufficiale fra l'Associazione Radicali Modena e la Federazione Provinciale di Modena del Partito Socialista Italiano.</p>
<p>L'incontro, nato su iniziativa del Partito Socialista, verterà sulla reciproca conoscenza fra la Segreteria dell'Associazione e la Segreteria Provinciale PSI recentemente insediatasi, nonché sull'inizio di un percorso politico programmatico a fronte delle problematiche del territorio.</p>
<p>A rappresentare l'Associazione parteciperanno il Segretario Riccardo Macchioni, il Tesoriere Bernardetta Graziani e i membri della Segreteria Loris Serafini, Carlo Manicardi, Alberto Bralli.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Invito al Presidente della Provincia di Modena e a tutti i Sindaci ad aderire all&#8217;Appello di Marco Pannella</title>
		<link>http://www.radicalimodena.it/wp/lassociazione-radicali-modena-invita-il-presidente-della-provincia-di-modena-e-tutti-i-sindaci-ad-aderire-allappello-di-marco-pannella.html</link>
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		<pubDate>Thu, 30 Jun 2011 10:31:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Fauchè</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carceri]]></category>
		<category><![CDATA[Carpi]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Pannella]]></category>
		<category><![CDATA[Modena]]></category>
		<category><![CDATA[Provincia di Modena]]></category>
		<category><![CDATA[Sciopero della fame]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.radicalimodena.it/wp/?p=354</guid>
		<description><![CDATA[Il Segretario dell'Associazione Radicali Modena Riccardo Macchioni ha scritto al Presidente della Provincia di Modena e a tutti i Sindaci invitandoli ad aderire all'Appello a sostegno dello sciopero della fame di Marco Pannella. Ecco il testo: Gentile Sig. Presidente della Provincia di Modena, Gentili Sig.ri Sindaci, Marco Pannella è dovuto arrivare, dopo due mesi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.radicalimodena.it/wp/wp-content/uploads/2011/07/pannella-64°-giorno.jpg_0.png"><img class="size-full wp-image-355 alignright" title="pannella 64° giorno.jpg_0" src="http://www.radicalimodena.it/wp/wp-content/uploads/2011/07/pannella-64°-giorno.jpg_0.png" alt="" width="350" height="182" /></a>Il Segretario dell'Associazione Radicali Modena Riccardo Macchioni ha scritto al Presidente della Provincia di Modena e a tutti i Sindaci invitandoli ad aderire all'Appello a sostegno dello sciopero della fame di Marco Pannella.</p>
<p>Ecco il testo:</p>
<p><em>Gentile Sig. Presidente della Provincia di Modena, Gentili Sig.ri Sindaci,</em></p>
<p><em>Marco Pannella è dovuto arrivare, dopo due mesi di sciopero della fame, al digiuno totale della fame e della sete, per richiamare l'attenzione delle istituzioni su due questioni: la necessità e l'urgenza di una amnistia quale primo passo per affrontare la crisi della giustizia e l'emergenza del sovraffollamento delle carceri; il silenzio dell'informazione e l'assenza di ogni confronto democratico su questa come su ogni altra questione che interroghi la coscienza dei cittadini e richieda importanti decisioni politiche e gravi scelte legislative.</em><span id="more-354"></span></p>
<p><em>Le proposte di Marco Pannella si possono condividere e non condividere, si può ritenere sproporzionato mettere a rischio la propria vita su tali questioni ma non si può negare che esse corrispondano ad urgenze obiettive della Repubblica e dell'intera società. La crisi della giustizia e la situazione inumana delle carceri pongono in grave pericolo l'esistenza stessa dello Stato di diritto, come ci ammonisce da tempo il Consiglio d'Europa e con le sue sentenze la Corte europea dei diritti dell'uomo. La disinformazione e l'assenza di confronto e dibattito paritario non riguardano soltanto le prerogative negate di questa o quella forza politica, e in questo caso del Partito Radicale, ma colpiscono alla radice uno dei fondamenti stessi del corretto funzionamento di ogni democrazia. E' urgente dunque interrompere questa inerzia e questa censura, questa cortina di indifferenza e di silenzio.</em></p>
<p><em>È urgente che le massime istituzioni della Repubblica facciano sentire la propria voce, che il Governo e il Parlamento aprano un dibattito, per accogliere o respingere le proposte di Pannella o per trovare altre soluzioni che siano tuttavia in grado di risolvere i problemi e non di rinviarli e aggravarli. E' urgente che la stampa e in particolare il servizio pubblico radio televisivo interrompano un comportamento fortemente lesivo dei diritti dei cittadini e consentano finalmente di conoscere e giudicare questa proposta, così come il confronto sulle altre grandi questioni centrali del nostro tempo.</em></p>
<p><em>Hanno raggiunto quota 500 le sottoscrizioni all’appello a sostegno dell’iniziativa nonviolenta di Marco Pannella.</p>
<p>Tra le nuove firme, quelle di Maurizio Costanzo, dello scrittore algerino Amara Lakhous, dell'ex ministro Claudio Scajola e del rapper J-AX.</p>
<p>Mentre nei giorni scorsi avevano firmato: Giuliano Amato, Vittorio Feltri, Rita Levi Montalcini, Giacomo Marramao, Angelo Panebianco, Adriano Sofri; il regista Marco Bellocchio; gli attori Giorgio Albertazzi, Gianmarco Tognazzi e Paolo Villaggio; Don Luigi Ciotti, Don Antonio Mazzi, Riccardo Pacifici, presidente della Comunità ebraica di Roma; il sociologo Luigi Manconi presidente di “A Buon Diritto”; Mario Morcellini, direttore del dipartimento di Comunicazione dell’Univ. di Roma “La Sapienza”; i giuristi Giuseppe Di Federico, Luigi Ferrajoli, Fulco Lanchester, Mario Patrono, Stefano Rodotà; Enrico Sbriglia, del sindacato direttori e dirigenti penitenziari, Valerio Spigarelli, Presidente dell’Unione Camere Penali.</p>
<p>Circa 300 parlamentari di tutti i gruppi, tra cui Rosy Bindi, Pierluigi Castagnetti, Anna Paola Concia, Benedetto Della Vedova, Pietro Ichino, Enrico La Loggia, Marianna Madia, Leoluca Orlando, Antonio Martino, Arturo Parisi, Gaetano Pecorella, Flavia Perina, Savino Pezzotta, Adriana Poli Bortone, Stefano Stefani, Jean Leonard Touadì, Walter Veltroni; gli europarlamentari Rita Borsellino, Rosario Crocetta, Patrizia Toia; il presidente dei Verdi Angelo Bonelli, Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione Comunista; i sindaci di Enna Paolo Garofalo, di Pisa Marco Filippeschi, di Taranto Stefano Ippazio, di Bolzano Luigi Spagnolli; il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti; il presidente della Regione Basilicata Vito De Filippo.</p>
<p>Hanno aderito anche: il cantautore Franco Battiato, lo scrittore e senatore Gianrico Carofiglio, don Luigi Ciotti, Dario Fo e Franca Rame, don Andrea Gallo, il maestro Ennio Morricone, la deputata Alessandra Mussolini, il neosindaco di Milano Giuliano Pisapia  e molti altri tra deputati e senatori di tutti i gruppi, giuristi, religiosi, rappresentati del mondo penitenziario e della cultura.</p>
<p>L’appello richiama l’attenzione sulla necessità e l’urgenza di affrontare la crisi della giustizia e l’emergenza carceraria nonché sulla necessità di porre fine al silenzio dell’informazione che impedisce un dibattito democratico su questi, come su altri, grandi temi.</p>
<p>A questo indirizzo è possibile consultare l'elenco aggiornato di coloro che hanno aderito, fra parlamentari e personalità:<br />
<a href="https://spreadsheets.google.com/spreadsheet/pub?hl=it&amp;hl=it&amp;key=0AiC3BbRqUV5AdHVkWVJQeFNVT1dOVFJXRXU5Zmx1amc&amp;single=true&amp;gid=0&amp;range=A2%3AD800&amp;output=html"> https://spreadsheets.google.com/spreadsheet/pub?hl=it&amp;hl=it&amp;key=0AiC3BbRqUV5AdHVkWVJQeFNVT1dOVFJXRXU5Zmx1amc&amp;single=true&amp;gid=0&amp;range=A2%3AD800&amp;output=html</a></p>
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<p><em><a href="http://www.radicali.it/primopiano/20110624/firma-lappello-sostegno-delliniziativa-nonviolenta-di-marco-pannella">http://www.radicali.it/primopiano/20110624/firma-lappello-sostegno-delliniziativa-nonviolenta-di-marco-pannella</a></em></p>
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		<title>Blitz al Consiglio Comunale di Carpi &#8211; VIDEO</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jun 2011 13:02:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Macchioni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anagrafe Pubblica degli Eletti]]></category>
		<category><![CDATA[Carpi]]></category>
		<category><![CDATA[Disobbedienza civile]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Riccardo Macchioni]]></category>
		<category><![CDATA[Trasparenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Comune di Carpi (superiore a 50mila abitanti) rientra fra gli enti obbligati dalla legge 441/82 a pubblicare annualmente un bollettino contenente i dati patrimoniali degli eletti. Il 12 luglio 2010 Carlo Manicardi, iscritto e membro della Segreteria dell'Associazione, nonché elettore del Comune di Carpi, presenta formale richiesta di Accesso agli Atti Amministrativi circa i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://youtu.be/qL7Ey72mdcw"><img class="size-full wp-image-349 aligncenter" title="carpi" src="http://www.radicalimodena.it/wp/wp-content/uploads/2011/06/carpi.jpg" alt="" width="625" height="287" /></a>Il Comune di Carpi (superiore a 50mila abitanti) rientra fra gli enti obbligati dalla legge 441/82 a pubblicare annualmente un bollettino contenente i dati patrimoniali degli eletti.<br />
Il 12 luglio 2010 Carlo Manicardi, iscritto e membro della Segreteria dell'Associazione, nonché elettore del Comune di Carpi, presenta formale richiesta di Accesso agli Atti Amministrativi circa i dati patrimoniali indicati dalla legge 441/82.<span id="more-262"></span><br />
A quasi un anno di distanza la documentazione non è ancora stata fornita, nonstante i diversi solleciti al Comune di Carpi che hanno prodotto solo risposte di un protrarsi dell'attesa a causa della corposità della documentazione.</p>
<p>Il 22 giugno, a seguito di un nostro ennesimo sollecito, ci viene data una nuova notizia: il 18 maggio 2011 la Commissione Capigruppo del Comune ha deciso di adottare un regolamento attuativo della suddetta legge, ed essendone già stata prodotta una bozza, siamo stati invitati dal Presidente del Consiglio Comunale di Carpi a prenderne visione e ad esprimere un parere. Della documentazione, invece, ancora nessuna traccia.</p>
<p>L'adozione di questo regolamento attuativo, che al massimo potrà contenere dettagli tecnici (ufficio presso il quale gli eletti devono depositare la documentazione, ufficio incaricato a redigere il bollettino, ecc..) non è indispensabile stando a quanto dice la 441/82, ovvero che le modalità devono essere stabilite dal Consiglio Comunale, senza però riferimenti all'adozione di un provvedimento strutturato. Regolamento che, fra le altre cose, è stato menzionato per la prima volta oggi, a quasi un anno di distanza dalla nostra richiesta iniziale.</p>
<p>La pubblicazione di questi dati, in ritardo di 2 anni dall'inizio della legislatura, non può essere quindi subordinata a questo documento. Ironia della sorte il giorno successivo alla risposta del Presidente, era convocato il Consiglio Comunale, ho quindi convenuto disobbedire al Regolamento del Civico Consesso per denunciare il mancato rispetto della legge da parte del Comune di Carpi.</p>
<p>A fronte di questo episodio, che potete vedere nel filmato, sono state spese parole da parte del Presidente del Consiglio Comunale di Carpi che partono dalla valutazione dei presupposti per denunciare il sottoscritto, definendo il gesto da "squadristi fascisti", per poi concludersi con lezioni di radicalismo, infatti, sempre secondo il Presidente, l'accaduto non ha nulla a che vedere con la cultura democratica dei Radicali.</p>
<p>Link all'articolo sul Blog personale di Giovanni Taurasi (Presidente del Consiglio Comunale di Carpi)<br />
<a href="http://giovannitaurasi.wordpress.com/2011/06/24/quando-la-trasparenza-rischia-di-tingersi-di-nero/">http://giovannitaurasi.wordpress.com/2011/06/24/quando-la-trasparenza-rischia-di-tingersi-di-nero/</a></p>
<p>Link alla nota ufficiale della Presidenza del Consiglio Comunale<br />
<a href="http://giovannitaurasi.wordpress.com/2011/06/24/quando-la-trasparenza-rischia-di-tingersi-di-nero/">http://www.carpidiem.it/cgi/jump.cgi?t=default&amp;s=130892241437007738&amp;d=1&amp;ID=122206&amp;t=default</a></p>
<p align="center"><iframe width="640" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/qL7Ey72mdcw?rel=0&amp;hd=1" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Domenica 3 luglio Riunione dell&#8217;Associazione Radicali Modena</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jun 2011 14:58:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Macchioni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Domenica 3 luglio dalle ore 18 presso l'abitazione privata di Riccardo Macchioni si riunirà l'Associazione Radicali Modena per l'organizzazione del Congresso annuale degli Iscritti e della manifestazione antiproibizionista a Sassuolo. L'incontro durerà ad oltranza, con la previsione di una pausa cena alle ore 20, ed è aperto a tutti. Per ogni informazione è possibile scrivere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.radicalimodena.it/wp/wp-content/uploads/2011/06/sticky-notes1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-269" title="sticky-notes1" src="http://www.radicalimodena.it/wp/wp-content/uploads/2011/06/sticky-notes1-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>Domenica 3 luglio dalle ore 18 presso l'abitazione privata di Riccardo Macchioni si riunirà l'Associazione Radicali Modena per l'organizzazione del Congresso annuale degli Iscritti e della manifestazione antiproibizionista a Sassuolo.</p>
<p>L'incontro durerà ad oltranza, con la previsione di una pausa cena alle ore 20, ed è aperto a tutti.</p>
<p>Per ogni informazione è possibile scrivere una mail a <a href="mailto:segretario@radicalimodena.it">segretario@radicalimodena.it</a> oppure contattare il numero 340.7424326</p>
]]></content:encoded>
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